Carpenteria Fratelli Sciamanna.
Il ferro, Tolentino e la scelta di qualificarsi
A Tolentino, in provincia di Macerata, c’è un’officina che da cinquantuno anni lavora soltanto il ferro. Grandi strutture, metalmeccanica pesante, ma anche scaffalature e arredi per negozi disegnati insieme agli studi di architettura. Vi stiamo presentando la Carpenteria Fratelli Sciamanna, oggi guidata da due soci e da tre collaboratori che lavorano con loro da circa cinque anni.
“Lavoriamo nel territorio e per il territorio della provincia di Macerata” racconta Moreno Migliorelli, uno dei due soci. “Collaboriamo con studi di architettura e di ingegneria, ci occupiamo sia di strutture sia di design e sviluppiamo progetti insieme agli ingegneri. AutoCAD 3D lo sappiamo usare anche internamente.”
Una storia che passa di mano senza rinunciare alle proprie origini
L’azienda nasce nel 1975 per iniziativa di due fratelli gemelli, Armando e Benito Sciamanna. Nel corso degli anni la proprietà passa ai fratelli Massimo ed Enzo Orici, che assumono la governance della carpenteria. Quando Enzo decide di andare in pensione, nel marzo 2015 entra in società Moreno Migliorelli.
I fondatori oggi non ci sono più, eppure l’insegna è rimasta la stessa. “Il nome di origine non si cambia mai” dice Migliorelli.
Per lui non è un ingresso da estraneo. Conosce la Carpenteria Sciamanna dal 2008, quando ha cominciato a lavorarci molto giovane come dipendente.
Sotto la guida di Massimo e Moreno l’officina è diventata un punto di riferimento non solo per Tolentino, ma per tutta la provincia.
Nel tuo testo il cognome è scritto “Orici”, mentre prima avevi confermato Origi: ho rimesso Origi, ma controlla quale sia quello giusto. Se vuoi evitare l’anglicismo, al posto di “governance” puoi scrivere “che prendono in mano la carpenteria”.
Il decennio dopo il sisma.
Il terremoto che ha colpito le Marche ha cambiato anche il lavoro dell’officina. “Dopo il sisma abbiamo avuto un decennio di grande lavoro” ricorda Migliorelli. “Eravamo soltanto noi due soci, poi siamo diventati cinque con i nostri dipendenti.”
Oggi possiamo dire che l’azienda ha trovato la sua identità. Sono arrivati nuovi macchinari, gli spazi si sono fatti stretti e la ricerca di un capannone più grande non ha dato frutti. “Siamo un po’ strettini nella struttura dove ci troviamo. Abbiamo cercato qualcosa di più grande, però il destino ci vuole tenere qui.”
Investire, anche quando il boom è finito.
Migliorelli non si fa illusioni sul mercato. “Lo sviluppo di un’azienda deve essere proporzionato alle sue potenzialità. Sono consapevole che il boom è passato. Avere investito in questi anni ci ha permesso prima di tutto di continuare a lavorare e a crescere nel nostro territorio. Poi c’è un’altra ragione: se non si investe si diventa vecchi e si passa di moda.”
Per i soci l’investimento non riguarda soltanto le macchine. “Va fatto anche sulle competenze, sulla formazione di chi gestisce l’azienda. È proprio per questo che abbiamo deciso di investire nella certificazione UN EN 1090. E grazie a STS Certificazioni e al suo ispettore Mauro Mitillo se oggi possiamo distinguerci dai competitors. Per una carpenteria che lavora con studi di ingegneria e su grandi strutture significa poter dimostrare, documenti alla mano, come viene controllata la propria produzione”.
La qualità come carta da giocare.
Sul valore della qualifica Migliorelli è netto, anche se riconosce che il terreno non è facile. “La qualità premia nelle grandi opere. Dobbiamo però ammettere che c’è ancora poca cultura in merito. Ci sono aziende che riescono a lavorare pur non essendo qualificate e a volte ci portano via il lavoro. Qualificarsi resta fondamentale, perché tra i piccoli è l’unica carta per distinguersi e diventare un’eccellenza.”
Il sabato, l’officina resta chiusa.
Alla domanda sul sogno nel cassetto, la risposta non riguarda fatturato o nuovi capannoni. “Riuscire a dedicare meno tempo al lavoro continuando però a crescere. Abbiamo già cominciato: il sabato non lavoriamo più (non sempre ci riusciamo, ma ci stiamo imegnado!).”




