F-Gas

Domanda e Risposta

In breve

Sì, per entrambi i tipi di certificazione.

In dettaglio

I dettagli circa le modalità da seguire per ottenere il trasferimento sono contenuti nei regolamenti di STS Srl RGC02F e RGC04F, scaricabili da questo sito internet.

In breve

No, ma raccomandato.

In dettaglio

L’estensione è ottenibile in modo molto semplice in quanto è sufficiente che la persona certificata presenti una dichiarazione ai sensi degli artt. 46, 47 e 76 del D.P.R. n. 445/2000 nella quale attesti:

  • di avere le competenze per svolgere tali attività su celle frigorifero di autocarri e rimorchi frigorifero;
  • di non aver subito reclami e/o di aver gestito i reclami e/o ricorsi da parte di clienti e/o delle parti interessate sulla corretta esecuzione delle attività sulle suddette apparecchiature.

In breve

Non è possibile procedere con il mantenimento/rinnovo della certificazione fino a che l’azienda non disponga di almeno un operatore certificato in categoria CI.

In dettaglio

Non è possibile procedere con il mantenimento/rinnovo della certificazione fino a che l’azienda non disponga di almeno un operatore certificato in categoria CI.
Per agevolare i suoi clienti, STS Srl propone ai suoi clienti la possibilità di sostenere l’esame finalizzato ad estendere la certificazione ad una categoria superiore (es. da CII a CI) a condizioni economiche vantaggiose rispetto a quelle di prima certificazione.

In breve

Almeno i riferimenti normativi aggiornati (es. Reg. (UE) 2015/2067) ed il richiamo alla Banca Dati di cui all’art. 16 del DPR 146/18, se attiva, su cui registrare gli interventi entro 30 giorni dalla loro data di effettuazione.

In dettaglio

Almeno i riferimenti normativi aggiornati (es. Reg. (UE) 2015/2067) ed il richiamo alla Banca Dati di cui all’art. 16 del DPR 146/18, se attiva, su cui registrare gli interventi entro 30 giorni dalla loro data di effettuazione.

In breve

Sì, purchè l’impresa disponga di un programma di manutenzione documentato (es. scadenziario) per ogni attrezzatura.

In dettaglio

Sì, purchè l’impresa disponga di un programma di manutenzione documentato (es. scadenziario) per ogni attrezzatura.

In breve

È raccomandata la presenza di un esempio di rapporto di intervento compilato. Chiaramente si deve trattare di un intervento che non prevede la manipolazione di F-Gas.

In dettaglio

È raccomandata la presenza di un esempio di rapporto di intervento compilato. Chiaramente si deve trattare di un intervento che non prevede la manipolazione di Fgas (es. sostituzione filtri). Nel caso in cui non abbia ancora mai effettuato un intervento, l’impresa deve fornire almeno evidenza di disporre di documentazione idonea per la registrazione degli interventi (es. modulo – rapporto di intervento vuoto).

In breve

Sì.

In dettaglio

Il documento per la registrazione del carico/scarico di gas deve obbligatoriamente fare parte del Piano della Qualità dell’impresa anche nei casi in cui l’azienda non ne faccia uso a causa del tipo di attività al momento svolta (es. impresa che effettua solo installazione).

In breve

Al momento no, in quanto trattasi di dotazione minima raccomandata per le imprese che effettuano tutte le attività (installazione, riparazione, manutenzione o assistenza, smantellamento) ricadenti nello scopo del certificato.

In dettaglio

È possibile per l’impresa disporre di una dotazione di attrezzature inferiore a quella indicata sul regolamento RGC04F purchè la dotazione in essere sia coerente con le attività effettivamente svolte dall’impresa (es. assenza del recuperatore per le imprese che effettuano solo installazione).

In breve

No, purchè l’unica persona che opera negli FGAS sia certificata in categoria CI e coincida con il titolare.

In dettaglio

No, purchè l’unica persona che opera negli FGAS sia certificata in categoria CI e coincida con il titolare, come si evince dallo Schema di accreditamento degli Organismi di valutazione della conformità per il rilascio delle certificazioni alle imprese che svolgono le attività di cui al Regolamento (CE) n. 304/2008 e al Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2067 e predisposto ai
sensi dell’art. 4, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre
2018 n. 146.

In breve

Occorre verificare che la dimensione dell’allegato alla mail non superi i 4 MB.

In dettaglio

Per essere ricevuta dal sistema informatico di STS Srl, una mail può includere allegati fino ad una dimensione massima di 4 Megabyte (MB) in totale.
Prima di inviare la mail occorre pertanto verificare che tale dimensione non sia superata. In caso contrario, occorre ridurre la dimensione dei files ad esempio impostando una minore qualità della foto o dell’immagine scansionata o cambiandone il formato, ad esempio in .pdf.

In breve

Occorre rivolgersi alla Camera di Commercio della propria Provincia.

In dettaglio

I requisiti tecnico-professionali che l’imprenditore individuale dell’impresa o il suo legale rappresentante o il suo responsabile tecnico formalmente nominato devono possedere per poter richiedere tale abilitazione per l’impresa sono definiti all’articolo 4 del DM 37/2008.
Tali requisiti riguardano il titolo di studio del soggetto richiedente e/o la sua esperienza di lavoro pregressa nel settore.
Per ottenere l’abilitazione è necessario presentare le opportune evidenze documentali a garanzia del rispetto di tali requisiti alla Camera di Commercio della propria Provincia.
STS Srl offre assistenza ai propri clienti che abbiano necessità di supporto in tal senso.

In breve

Sì.

In dettaglio

I certificati emessi ai sensi del Regolamento (CE) n. 842/2006, restano validi conformemente alle condizioni alle quali sono stati originariamente rilasciati, fino alla loro naturale scadenza.
I certificati rilasciati alle persone fisiche, ai sensi del Regolamento (CE) n. 303/2008, per svolgere le attività di installazione, manutenzione e riparazione delle apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore (RACHP) contenenti gas fluorurati a effetto serra, restano validi sino alla scadenza originariamente disposta e si intendono conformi al Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2067 esclusivamente per dette apparecchiature fisse.
I certificati rilasciati alle imprese, ai sensi del Regolamento (CE) n. 303/2008, per svolgere le attività di installazione, manutenzione e riparazione delle apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti gas fluorurati a effetto serra, restano validi sino alla scadenza originariamente disposta e si intendono conformi al Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2067 anche per l’attività di smantellamento esclusivamente per dette apparecchiature fisse.

In breve

No, a meno che la persona certificata lavori per un’azienda certificata a cui quella non certificata ha subappaltato l’intera attività.

In dettaglio

Il caso è quello di imprese che svolgono attività di installazione e manutenzione di apparecchiature rientranti nell’ambito di applicazione del DPR 146/2018 senza disporre di attrezzature e senza impiegare proprio personale per le attività, ma affidandosi a contratti di subappalto con fornitori esterni, di volta in volta selezionati.
In questo caso l’impresa che subappalta integralmente l’attività di installazione, manutenzione e riparazione ad altre imprese non è soggetta agli obblighi di iscrizione e certificazione in quanto tali obblighi ricadono sulle imprese subappaltatrici.
Ovviamente se invece l’impresa svolge, con personale e mezzi propri, anche solo una parte delle attività dovrà iscriversi se le attività svolte rientrano nell’ambito di applicazione.

In breve

No, purchè nell’anno successivo la persona effettui almeno un intervento su un impianto.

In dettaglio

Lo schema di accreditamento degli Organismi di valutazione della conformità per il rilascio delle certificazioni alle persone che svolgono le attività di cui al Regolamento (CE) n. 304/2008 e al Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2067 e predisposto ai sensi dell’art. 4, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre 2018 n. 146 stabilisce infatti quanto segue “Nel caso in cui la persona fisica certificata non abbia effettuato interventi dalla precedente sorveglianza, il CAB manterrà comunque il certificato. Nella successiva sorveglianza, la persona fisica certificata dovrà fornire evidenza al CAB di avere effettuato almeno un intervento inerente il campo di applicazione del certificato”.

In breve

Sì, accedendo all’area Consultazione del sito www.fgas.it (sezione C).

In dettaglio

Accedendo all’area Consultazione del sito www.fgas.it, è possibile ricercare le persone e le imprese in possesso di certificato.
La ricerca può essere effettuata sulla Sezione C, relativa alle persone e alle imprese certificate.
In questo caso bisogna indicare nella ricerca il codice fiscale oppure la ragione sociale e la provincia.
È possibile restringere la ricerca alle persone o alle imprese, e a singole attività.
Le informazioni che vengono fornite sono relative all’attività per la quale persona ed impresa sono certificate e alla data di scadenza del certificato.

In breve

Accedendo alla scrivania telematica con firma digitale (sezione Nuova pratica / Variazione e cancellazione).

In dettaglio

In sede di iscrizione per il Regolamento 2067/2015 (ex 303/2008) la persona deve indicare la categoria corrispondente all’attività svolta e alla successiva certificazione.
Qualora la persona abbia indicato, in sede di iscrizione, una categoria diversa da quella per la quale intende ottenere la certificazione, dovrà presentare, prima di poter ottenere il certificato, una pratica di Variazione.
La pratica viene presentata accedendo alla scrivania telematica con firma digitale, scegliendo la funzione Nuova pratica / Variazione e cancellazione, indicando il numero di iscrizione e il codice fiscale e scegliendo la funzione Variazione.
In questo modo l’utente potrà modificare le informazioni fornite inizialmente, con riferimento alle diverse categorie del Regolamento 2067/2015 ex 303/2008.
Qualora la pratica di variazione sia firmata digitalmente dallo stesso soggetto che ha trasmesso la pratica di iscrizione, non verrà richiesta la procura.
La pratica di variazione è soggetta a diritti di segreteria pari a 9,00 e imposta di bollo pari a 16,00 €.
Non è richiesta analoga modifica della pratica di iscrizione dell’impresa.

In breve

Sì, accedendo alla scrivania telematica sul sito www.fgas.it con firma digitale (sezione Nuova pratica / Variazione e cancellazione).

In dettaglio

Una volta che la pratica è stata accolta, la persona può aggiornrae i propri dati anagrafici.
La pratica viene presentata accedendo alla scrivania telematica con firma digitale, scegliendo la funzione Nuova pratica/Variazione e cancellazione, indicando il numero di iscrizione (PR…) e il codice fiscale e scegliendo la funzione Aggiornamento anagrafica.
Il sistema rende possibile modificare alcuni campi come Cognome e nome della persona, Cittadinanza, Luogo e data di nascita, Indirizzo del domicilio della persona, Cognome e nome del Referente e Indirizzo di posta elettronica della persona e del referente.
Non è possibile modificare il codice fiscale, che rappresenta l’identificativo univoco della persona: in quel caso quindi sarà necessario presentare una nuova pratica di iscrizione e cancellare la posizione con il codice fiscale errato.
Non sono previsti oneri per la pratica di aggiornamento anagrafica.

In breve

Sì, comunicandoli all’Organismo di certificazione STS srl.

In dettaglio

Le imprese che svolgono l’attività di cui al Regolamento 2067 (ex 303) o 304, al momento dell’iscrizione devono indicare le persone che intendono impiegare per lo svolgimento dell’attività.
Se l’impresa intende impiegare ulteriori o diverse persone rispetto a quelle comunicate al momento dell’iscrizione , non necessita di modificare la propria pratica di iscrizione al registro.
Si ricorda infatti che il certificato viene rilasciato alle imprese a seguito delle verifiche previste dalla norma e dai regolamenti tecnici approvati dal Ministero dell’Ambiente (quali ad esempio l’impiego di personale certificato, la disponibilità di attrezzature sufficienti e di un piano della qualità).
Quindi in sede di prima certificazione o di verifica di mantenimento l’impresa dovrà indicare all’organismo di certificazione i nominativi delle persone (anch’esse in possesso di certificato) che impiega per lo svolgimento delle attività e che potranno differire da quelli comunicati al momento dell’iscrizione.
L’Organismo di certificazione una volta rilasciato o confermato il certificato inserirà nel Registro le informazioni relative alle imprese certificate, compreso l’elenco del personale certificato che l’impresa impiega per lo svolgimento dell’attività.
In questo modo la posizione dell’impresa verrà aggiornata.
Si ricorda che l’Organismo di certificazione deve essere informato circa ogni variazione del numero del personale certificato, del volume di attività e di ogni altra variazione che implichi il mutamento delle condizioni per il mantenimento della certificazione dell’impresa.

In breve

Trasmissione all’Organismo di certificazione STS srl, entro 30 giorni antecedenti la scadenza annuale del certificato, della documentazione che attesti il mantenimento dei requisiti previsti dal DPR 146/2018 ed effettuazione del dovuto pagamento.

In dettaglio

Nell’arco dei 10 anni di validità della certificazione, le verifiche di sorveglianza devono essere effettuate con cadenza annuale.
Tali verifiche saranno effettuate a livello documentale.
Almeno 60 giorni antecedenti la scadenza annuale del certificato, l’Organismo di certificazione STS srl fornisce via mail al cliente tutte le indicazioni per ottenere il mantenimento annuale della certificazione, come nello specifico descritto sul Regolamento RGC02F scaricabile da questo sito internet.
Entro 10 giorni dal rilascio di tale dichiarazione, l’organismo di certificazione inserisce per via telematica nel Registro l’esito delle verifiche (mantenimento o meno della certificazione).
La mancata verifica può essere causa di sospensione o revoca del certificato.

In breve

Sanzioni amministrative fino a 100.000,00 euro.

In dettaglio

Le sanzioni sono stabilite dal D.Lgs. 5 marzo 2013, n. 26 (Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 842/2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra).
L’attività di vigilanza e di accertamento, ai fini dell’irrogazione delle sanzioni è esercitata dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Per quanto riguarda le imprese si riportano di seguito le principali sanzioni previste,rimandando al provvedimento per maggiori dettagli.

Art. 4

Le imprese che effettuano il recupero dei gas fluorurati dagli impianti di condizionamento d’aria dei veicoli a motore che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2006/40/CE, con esclusione della attività di ricarica che non comporta preventivo o successivo recupero dei gas fluorurati dagli impianti stessi, impiegando personale non in possesso dell’attestato sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 7.000,00 euro a 100.000,00 euro. Sono fatte salve le sanzioni previste dalla normativa in materia di rifiuti.

Art. 5

Le imprese Imprese che effettuano l’attività di contenimento o recupero per apparecchiature quali circuiti di raffreddamento di apparecchiature di refrigerazione, di condizionamento d’aria e di pompe di calore; apparecchiature contenenti solventi a base di gas fluorurati ad effetto serra; impianti di protezione antincendio ed estintori e commutatori ad alta tensione e che, nell’ambito di tali attività, prendono in consegna gas fluorurati ad effetto serra utilizzando personale non in possesso del pertinente certificato sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000,00 euro a 100.000,00 euro;
le imprese che svolgono le attività disciplinate dai regolamenti (CE) n. 303/2007 e n. 304/2007 senza essere in possesso del pertinente certificato sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000,00 euro a 100.000,00 euro.

Art. 10

Le imprese che non ottemperano agli obblighi di iscrizione al registro, di cui all’articolo 13 dello stesso decreto, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000,00 € a 10.000,00 €.

In breve

Accedendo alla scrivania telematica sul sito www.fgas.it con firma digitale (sezione Attestati e certificati).

In dettaglio

Il numero di iscrizione per le persone è così composto: “PR, seguito da sei numeri”.

Il numero di iscrizione per le imprese è così composto “IR, seguito da sei numeri”.
Il numero di iscrizione non va confuso con il numero di pratica (per esempio BA01-0099999).
Il numero di iscrizione al Registro, che va comunicato all’organismo di certificazione, è contenuto nella mail di notifica che il delegato/compilatore della pratica ha ricevuto con la comunicazione dell’avvenuto accoglimento della pratica.

Lo stesso numero è riportato nell’attestato di iscrizione che il soggetto che ha presentato la pratica può scaricare , dalla sezione Attestati e certificati dell’Area riservata.

A questo scopo è necessario:

  • andare sul sito www.fgas.it
  • cliccare su scrivania per l’iscrizione telematica
  • inserire la firma digitale
  • cliccare su Accedi all’area riservata per la compilazione del modello
  • andare su Attestati e certificati
  • scaricare l’attestato contenente il numero di iscrizione

Chi non è in grado di recuperare l’attestato (perché l’ha smarrito e non riesce a contattare il delegato che aveva presentato la pratica) può richiederne copia con una pratica di richiesta telematica attestato .

La pratica va presentata telematicamente dal portale www.fgas.it, dalla persona, dal legale rappresentante dell’impresa o da un nuovo delegato.

Se la richiesta viene effettuata da un delegato sarà necessario allegare la delega e documento d’identità della persona o del rappresentante legale dell’impresa.
Una volta accolta la pratica il sistema telematico del registro trasmette, via mail, l’attestato di iscrizione al richiedente che, da quel momento in poi, potrà prendere in capo la pratica per conto della persona o dell’impresa.

È previsto il versamento di un diritto di segreteria pari a 5,00 € (come da voce 44.2.2 della tabella A per i diritti di segreteria di cui al Decreto 17 luglio 2012), da effettuarsi con le modalità già previste.

In breve

Sì.

In dettaglio

L’articolo 10, paragrafo 10 del Regolamento (UE) n. 517/2014 stabilisce che “Gli Stati membri riconoscono i certificati rilasciati dagli altri Stati membri ”.
Quindi se la persona o l’impresa ottengono il certificato o l’attestato in Italia, potranno utilizzarlo anche in altri stati membri.
Le modalità con le quali far valere in altro stato membro l’attestato ottenuto in Italia devono però essere richieste all’autorità dell’altro stato membro.
Per fare un esempio: il riconoscimento in Italia di un certificato / attestato rilasciato da altro stato membro è subordinato alla trasmissione al Registro Nazionale del certificato ottenuto e di una sua traduzione giurata.
Quindi è necessario che l’impresa o la persona interessate comprendano come procedere per far riconoscere il certificato rilasciato in Italia negli altri stati membri.

In breve

Una per ogni 200.000 euro di fatturato specifico.

In dettaglio

L’allegato B al D.P.R. n.146/2018 prevede che il certificato possa essere rilasciato all’impresa che impiega personale certificato ai sensi dell’articolo 8, comma 1, per le attività che richiedono una certificazione, in numero sufficiente da coprire il volume di attività previsto.

Per volume di attività previsto si intende il fatturato specifico che non comprende quello generato dall’eventuale acquisto, vendita e utilizzo di apparecchiature e materiali. Ogni € 200.000 di fatturato specifico ci si deve aspettare che l’impresa abbia una persona certificata.

Si ricorda inoltre che lo schema di accreditamento degli Organismi di valutazione della conformità per il rilascio delle certificazioni alle imprese che svolgono le attività di cui al Regolamentom(CE) n. 304/2008 e al Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2067 e predisposto ai sensi dell’art. 4, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre 2018 n. 146 stabilisce che l’impresa disponga di almeno una persona certificata in categoria CI.

In breve

Se il titolare dell’impresa è anche la persona che svolge le attività per le quali è richiesta la certificazione, sia l’impresa che la persona dovranno certificarsi.

In dettaglio

Per quanto riguarda le imprese individuali, se il titolare dell’impresa è anche la persona che svolge le attività per le quali è richiesta la certificazione, sia l’impresa che la persona dovranno certificarsi. Infatti i due certificati vengono rilasciati a fronte del possesso di requisiti distinti: per le persone il certificato viene rilasciato a fronte del superamento di un esame teorico e pratico volto alla verifica del possesso di capacità e conoscenze, mentre per le imprese, il certificato viene rilasciato se quest’ultima impiega personale certificato in numero sufficiente da coprire il volume di attività previsto, e se dispone di strumenti e procedure adeguate.

Il Regolamento RGC04F scaricabile da questo sito internet illustra nel dettaglio requisiti e modalità per l’ottenimento della certificazione di Impresa individuale.

Si ricorda inoltre che lo schema di accreditamento degli Organismi di valutazione della conformità per il rilascio delle certificazioni alle persone che svolgono le attività di cui al Regolamento (CE) n. 304/2008 e al Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2067 e predisposto ai sensi dell’art. 4, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre 2018 n. 146 stabilisce che il titolare dell’impresa individuale debba essere in possesso di certificazione di categoria CI.

In breve

No, la validità annuale del certificato dipende esclusivamente dalla data di prima emissione del certificato.

In dettaglio

No, la validità annuale del certificato dipende esclusivamente dalla data di prima emissione del certificato. Ad esempio, se la data di prima emissione del certificato è il 01/01/2014, la validità annuale dello stesso corrisponderà sempre al periodo 01/01/anno x – 31/12/anno x+1, a prescindere dalla data di conferma validità annuale sul registro telematico Fgas da parte dell’Organismo di certificazione.

Saldatura

Domanda e Risposta

In breve

Sì, accedendo alla banca dati delle Figure professionali certificate sul sito di Accredia www.accredia.it.

In dettaglio

Accedendo alla banca dati delle Figure professionali certificate sul sito di Accredia www.accredia.it, è possibile ricercare le persone in possesso di certificato, ad eccezione dei casi in cui tali persone abbiano formalmente negato ad STS Srl l’autorizzazione all’utilizzo dei propri dati personali per tali finalità.
Le informazioni che vengono fornite dalla banca dati sono relative alla norma in conformità alla quale la persona ha ottenuto la certificazione oltre che al numero ed alla data di emissione e scadenza del certificato.

In breve

La durata dipende dalla norma in conformità alla quale il certificato è stato rilasciato, purchè risulti documentata la conferma semestrale di validità della certificazione da parte del datore di lavoro o comunque dal responsabili dell’attività di saldatura in azienda.

In dettaglio

Il certificato rilasciato alle persone addette alle attività di saldatura o brasatura ha durata variabile in funzione della norma in conformità alla quale lo stesso è stato emesso.
Ad esempio i certificati emessi in conformità alle parti della norma UNI EN ISO 9606 per saldatori hanno durata triennale, mentre quelli emessi in conformità alla norma UNI EN ISO 14732 per operatori di saldatura hanno durata pari a sei anni.
In ogni caso, la durata complessiva è subordinata all’evidenza della cosiddetta conferma semestrale di validità del certificato.
La conferma semestrale di validità, da documentare sul retro del certificato da parte del datore di lavoro o comunque dal responsabili dell’attività di saldatura in azienda, sta ad indicare che nel lasso di tempo tra una conferma e l’altra:

  • il saldatore ha eseguito regolarmente il tipo di saldatura per il quale è qualificato,
  • non ci sono state interruzioni della sua attività in saldatura per più di 6 mesi,
  • non ci sono motivi per mettere in dubbio la sua abilità in saldatura (es. non sono state rilevate non conformità riconducibili a saldature da lui eseguite).

In breve

I possibili metodi di rinnovo sono fondamentalmente due e alternativi: documentale o ripetizione completa della prova d’esame.

In dettaglio

I possibili metodi di rinnovo di un certificato di qualifica da saldatore, brasatore od operatore di saldatura sono fondamentalmente i due alternativi esposti nel seguito:

  1. documentale: consiste nella analisi di tutta la documentazione atta a dimostrare che nel periodo di validità del certificato il saldatore ha eseguito le tipologie di saldature per le quali risulta qualificato e che le stesse sono risultate accettabili rispetto ai requisiti di conformità di riferimento. I controlli richiesti per dimostrare la conformità delle saldature realizzate e la relativa frequenza possono variare in funzione di alcuni condizioni (es. possesso della certificazione secondo UNI EN ISO 3834-2 o UNI EN ISO 3834-3 da parte dell’impresa in cui è impiegato il saldatore);
  2. ripetizione completa della prova d’esame: consiste nella ripetizione integrale della prova di saldatura effettuata per ottenere la prima certificazione.

In breve

I certificati di qualifica delle procedure di saldatura o brasatura (WPQR o BPAR) non hanno scadenza.

In dettaglio

I certificati di qualifica delle procedure di saldatura o brasatura (WPQR o BPAR) non hanno scadenza.
Nel caso però in cui le tipologie di saldature realizzate in azienda dovessero subire variazioni tali da non essere più complemente o del tutto incluse nel campo di validità dei certificati posseduti, gli stessi dovrebbero essere integrati o sostituiti da nuovi certificati di qualifica a copertura delle tipologie di saldature effettivamente realizzate.

In breve

Sì.

In dettaglio

Il certificato è rilasciato da STS Srl in versione bilingue (italiano ed inglese) in conformità a norme riconosciute a livello internazionale, quindi se la persona ottiene il certificato in Italia, potrà utilizzarlo anche in stati esteri.
Occorre però fare attenzione al sistema normativo rispetto al quale il certificato è stato emesso. Nello specifico i sistemi normativi di riferimento sono fondamentalmente due, il sistema europeo ed internazionale, costituito dalle norme EN ISO, e quello americano, costituito dalle norme ASME e tra questi due sistemi non esiste un mutuo riconoscimento.

In breve

Il certificato appartiene sia al saldatore che all’azienda.

In dettaglio

Il certificato di qualifica del saldatore, brasatore od operatore di saldatura appartiene sia al saldatore che all’azienda. Nel caso in cui dovesse interrompersi il rapporto di lavoro tra saldatore ed azienda durante il periodo di validità del certificato, quest’ultimo non sarebbe comunque più di spendibile per nessuna delle due parti.