Quali sono i controlli principali che possono essere utilizzati per validare la saldatura in un processo produttivo?
Scopriamo i controlli non distruttivi e controlli distruttivi
I controlli eseguibili sui giunti saldati possono essere suddivisi in controlli non distruttivi e controlli distruttivi
I controlli non distruttivi (inserire il link alla pagina dedicata) sono quelli che mantengono inalterata l’integrità del giunto saldato e vengono chiamati in acronimo CND oppure NDT (non destructive testing). I CND vengono suddivisi in due gruppi: CND superficiali, quando il controllo permette la ricerca di imperfezioni presenti sulla superficie del giunto saldato, tra cui il controllo con liquidi penetranti (PT) e il controllo con particelle magnetiche (MT); CND volumetrici, quando il controllo permette la ricerca di imperfezioni presenti nel volume del giunto saldato, tra cui il controllo radiografico (RT) e il controllo con ultrasuoni (UT). Tra i controlli non distruttivi, è possibile considerare anche quello visivo (VT).
I CND possono essere svolti sui giunti saldati realizzati in produzione senza comprometterne le caratteristiche. La tipologia di controlli da eseguire e la loro percentuale può essere definita a livello contrattuale, in base ai requisiti dell’opportuna norma di prodotto o eventualmente in base alla decisione del produttore.
I CND superficiali sono eseguibili su ogni tipologia di saldatura e hanno lo scopo principale di ricercare imperfezioni difficilmente rilevabili con l’esame visivo. I CND volumetrici sono invece principalmente eseguiti su saldature a piena penetrazione.
I controlli distruttivi vanno invece a compromettere l’integrità del giunto saldato nel corso del loro svolgimento, motivo per cui vengono eventualmente realizzati prima di iniziare una produzione e/o a campione. I test principali che vengono realizzati sui giunti saldati sono i seguenti: test di trazione, test di piega (al dritto, al rovescio, laterale, longitudinale), test macrografico, test di durezza, test di resilienza.
Quali sono i controlli che devono essere eseguiti sui campioni di qualifica delle procedure di saldatura?
I test da svolgere sui campioni di qualifica delle procedure di saldatura (WPQR) sono definiti nelle normative di riferimento e in generale possono dipendere dal tipo di giunto e saldatura realizzati, dal materiale base e dal suo spessore nonché dai requisiti progettuali.
Considerando ad esempio una WPQR in accordo alla ISO 15614-1 che regolamenta le qualifiche delle procedure per la saldatura ad arco e a gas degli acciai e la saldatura ad arco delle leghe di nichel:
- Se il campione di qualifica è un giunto di testa con saldatura a piena penetrazione in acciaio con designazione S355J2 di spessore 12 mm, le prove da svolgere sono esame visivo (VT), controllo superficiale (PT oppure MT), controllo volumetrico (RT oppure UT), 2 prove di trazione, 4 prove di piega, 2 serie di prove di resilienza, esame macrografico e test di durezza.
- Se il campione di qualifica è un giunto a T con saldatura d’angolo in acciaio con designazione S355J2, le prove da svolgere sono esame visivo (VT), controllo superficiale (PT oppure MT), esame macrografico e test di durezza.
È molto importante, anche se lo fanno praticamente tutti, smettere di chiamare le WPQR qualifiche dei processi. Quello che si qualifica non è il processo ma la procedura; pertanto, va usato il termine qualifiche delle procedure di saldatura.
Il processo di saldatura è la tecnologia che viene utilizzata per ottenere la giunzione permanente, la procedura è l’insieme di parametri che descrivono in modo univoco come avviene la saldatura. Il processo di saldatura fa quindi parte della procedura di saldatura.